Colori d'autunno

Colori d'autunno
“ Storie che vanno via veloci disperdendosi al vento come fili di fumo. Il fumo è testimone di un fuoco. La legna finisce, il fuoco si spegne. Rimane l’odore del fumo, che è ricordo. Del fuoco resta la cenere, che è memoria. Rovistando tra la cenere si pensa al fuoco che fu. Ricordare fa bene, è un buon allenamento per resistere e tirare avanti.” (Mauro Corona)

martedì 3 ottobre 2017

Il mio angolo di poesia



Tonalità crepuscolari sul M.Lozzo, la pianura e gli Appennini 



LA BELLEZZA DI UN TRAMONTO


Seduto su una rupe

d'antica roccia,
respiro incantato,
la bellezza del tramonto.

Volano i miei pensieri
verso l'ardente ovest,
dove l'oro e l'arancio
s'incarnano
allo zaffiro del cielo.

Dei solitari colli          
s'oscurano i profili,
mirabilmente stagliati,
alla sublime luce
dell'orizzonte.

Estesi silenzi
esiliano il giorno
ai cremisi riflessi dell'imbrunire,
mentre s'appisola il sole,
mormorando 
il suo amore alla terra.

Dalle lontane case,         
si eleva sommesso un canto,
fulgida armonia di note
sull'eterno rigo del Creato.

Il tremulo chiaror di Artemide,
veste di sogno la pianura
e lo sguardo trova pace,
nell'arioso traboccar della sera.                     
M.Guercini  



A Passo del Vento il cielo si tinge di rosei colori

Dal Salto delle Volpi, un'incantevole tramonto sul Lozzo e la pianura

L'arancio del tramonto, si posa sulle scure sagome del M.Cero, Calaone e M.Castello

Vigneti dorati al tramonto 

Tramonto da sogno sul pianoro del Mottolone

Tenui sfumature incarnano il cielo al tramonto

Magica atmosfera a Passo del Vento 

La chiesa di S.Sabino e la pianura di Torreglia si illuminano al crepuscolo





domenica 3 settembre 2017

COLLI EUGANEI: Giardino Botanico di Monselice tra natura e poesia


L'entrata del Giardino Botanico

Già da qualche tempo mi era balenata l'idea di  pubblicare un post che illustrasse  le bellezze naturalistiche del Giardino Botanico di Monselice. Amante della natura quale io sono, l'ho sempre considerato un luogo pieno di fascino che trasmette, in qualsiasi stagione lo si visiti, suggestioni uniche e sorprendenti. Ad iniziare proprio dall' interessante itinerario, composto da una serie di aiuole a tema dedicate a diverse tipologie di piante illustrate da tabelle informative che ne descrivono  proprietà e usi. 

L'entrata al Giardino, è anche l'inizio dell'Itinerario Poetico
Piante medicinali come l’
Achillea, la Valeriana rossa, la Bardana minore, l’Agrimonia; piante aromatiche come il Dragoncello, la Lavanda, la Menta bergamotto, il Rosmarino corsico, la Salvia; piante che quando le sfiori con le dita, lasciano nella pelle aromi e profumi che inebriano l’olfatto. L’Aquilegia, il Gigaro, la Cicuta maggiore, l’Erba del Diavolo, l' Oleandro, il Sigillo di Salomone, fanno parte, invece, della categoria di piante velenose. Nel periodo che va da marzo fino a luglio inoltrato, è possibile ammirare la fioritura delle Orchidee spontanee e di alcune specie di Iris: uno spettacolo gratuito che Madre Natura regala a chi desidera viverla ed amarla. Lungo l’itinerario botanico, si è accompagnati anche dall’affascinante bellezza di romantici versi che autori locali e non, hanno voluto donare al Giardino per valorizzare ulteriormente tale sito. Un’emozionante itinerario poetico incentrato su tematiche riguardanti l’amore, la natura, la vita. Momenti di pura evasione dove la bellezza visiva si alterna a quella della mente. Solo la bellezza chiama altra bellezza. Non può essere altrimenti. Ce ne si accorge quando, oltrepassando l'entrata, si viene subito coinvolti in un mondo fantastico ricco di storie e leggende dove ognuno, nell’ascoltarle, diventa, suo malgrado, parte di esse.  


Inizio delle "aiuole tematiche"



Uno dei due laghetti artificiali presenti all'interno del Giardino


Giardino Botanico Monselice 

Nell’ambito del bando Culturalmente 2013 promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il Gruppo Micologico di Monselice in collaborazione con Euganeamente, l’associazione On Stage e l’associazione Euganea Movie Movement hanno ricevuto un finanziamento per realizzare “Un Giardino in Città”. Un progetto che prevede la creazione, ma soprattutto la promozione di un vero e proprio Giardino Botanico all’interno del Parco Buzzaccarini a Monselice, che sia contemporaneamente testimonianza del patrimonio naturalistico del territorio e stimolo per la creazione di circuiti artistici e culturali.


Un bellissimo ulivo secolare attorniato da piante aromatiche

Un Giardino Botanico nel centro cittadino è una vera risorsa per il territorio, uno strumento di conoscenza e sensibilizzazione nei confronti dell’ambiente attraverso la riappropriazione di spazi riscoperti e raccontati o reinterpretati come centro e scenario di momenti della vita comunitaria. Gli interventi per realizzare il progetto sono cominciati con un Corso di Botanica e un Corso di Fotografia naturalistica, ma la creazione del Giardino avviene attraverso la messa a terra di varietà botaniche differenti e particolari, con relativa scheda di identificazione che ne illustra le caratteristiche e le proprietà.

Tra poesia e botanica
Questo importante lavoro è stato svolto da volontari del Gruppo Micologico Naturalistico Culturale di Monselice ed Euganeamente che ne hanno progettato nel 2014 la realizzazione; una piccola oasi verde nel cuore della città, all’interno dello storico Parco Buzzaccarini o Boschetto dei Frati. Un percorso sensoriale e didattico diviso in aiuole tematiche, in cui sono poste oltre 250 varietà botaniche diverse (sono in allestimento nuovi settori dedicati alle piante carnivore, alle piante rare dei Colli Euganei e all’ambiente alpino) alcune delle quali rappresentano in modo significativo la vegetazione presente nei Colli Euganei.
All’ingresso, all’ombra di grandi pioppi, in un bel prato verde sono stati creati due piccoli laghetti artificiali in cui sono poste numerose specie botaniche acquatiche, alcune rare come la carnivora Utricularia, oppure molto suggestive come il Quadrifoglio acquatico e la Felce d’acqua.

Aiuole tematiche dedicate alle Piante Aromatiche
Una grande aiuola è dedicata alle Piante medicinali (oltre 70 specie) che si possono incontrare nei nostri Colli, così da promuovere la conoscenza ed il rispetto per l’ambiente che ci circonda. Ogni specie è corredata da una scheda che ne illustra le caratteristiche, le proprietà e gli usi, per incentivare la cultura e l’avvicinamento al magico mondo della natura. 
Queste specie, con i loro profumi particolari e suggestivi e con un nome che a volte richiama il paese di provenienza (es. mentuccia romana, menta marocchina) si dimostrano un ottimo strumento per la didattica con i bambini o in situazioni in cui l’uso dell’olfatto o del tatto siano primari.
Una zona è dedicata agli Iris provenienti da più parti del mondo, donati dal Vivaio degli Innocenti, che in primavera ed alcuni anche in inverno, ci regalano una straordinaria fioritura. L’ultima aiuola è dedicata alla conoscenza delle specie velenose e mortali, per aiutare il riconoscimento di alcune piante tossiche che troviamo comunemente in giardini, prati o appartamenti.


Lungo l'itinerario naturalistico

Quindi, la determinazione di uno spazio con aiuole distinte (utilizzando solo materiali ecocompatibili), la piantumazione delle piante e la creazione di un percorso tematico e sensoriale tra esse, hanno portato alla realizzazione completa di un Giardino Botanico con tutte le caratteristiche necessarie per l’esposizione e la conoscenza al pubblico, per fare educazione ambientale e per permettere la conservazione della biodiversità vegetale. 


Il Giardino Botanico di Monselice: un oasi di verde all'interno della città 



Un ringraziamento particolare a Euganeamente e al Gruppo Micologico Naturalistico Culturale di Monselice per aver contribuito alla realizzazione di questo post. 


FLORA DEL GIARDINO E DEI COLLI EUGANEI


1) Nigella damascena 2) Geranium sanguineum 3) Ruta Patavina 4) Pulmonaria officinalis 5) Chelidonium majus 6) Helleborus viridis 7) Achillea millefolium 8) Consolida regalis 9) Hypericum perforatum

1) Dictamnus albus 2) Adonis annua 3) Legousia speculum 4) Allium orsinum 5) Colchium autumnale 6) Erodium ciconium 7) Tussilago farfara 8) Semprevivum arachnoideum 9) Opuntia compressa

ORCHIDEE SPONTANEE E IRIS

1) Anacamptis pyramidalis 2) Neotinea tridentata 3) Ophrys sphegodes 4) Himantoglossum robertianum 5) Anacamptis morio 6) Cephalanthera longifolia 7) Orchis purpurea 8) Iris bicapitata 9) Iris bicapitata - part.

Ph. Massimo Guercini

venerdì 26 maggio 2017

Il mio angolo di poesia


Fioritura di ginestre sul "vegro" del Sassonegro



MAGGIO


Disteso sul pendio
di un assolato vegro,
mi perdo tra i pulsanti aromi
d'assenzio e di ginestra,
arida fusione 
di inebrianti armonie.



Sole di maggio, 
palla infuocata 
che sazi di linfa i rinvigoriti colli 
e spandi nell’aria 
aspri ricordi di lontane terre, 
accogli nel tuo calice dorato 
gli eterni frutti dell’imperitura Terra. 

Pianure tremanti, 
danzano all’incalzante 
riverbero della luce, 
ritmo incandescente, 
che accende l’orizzonte 
di fervidi colori. 

Bianchi sentieri 
s’intrecciano come fili di cotone 
nel mediterraneo verde dei prati, 
affiorando come antica trama, 
in un paesaggio senza tempo. 

Nel volo ardito di una farfalla, 
ritrovo il ritmo della mia esistenza, 
balbettio di traiettorie e movenze, 
groviglio di memorie, 
perdute nel dolce nettare di un fiore.

Bevo alla coppa 
della divina quiete 
e resto immune 
allo scandire del tempo, 
cercando di assentare 
il corpo al suo fluire. 

Incantato da tanta beatitudine, 
incrocio le braccia dietro la testa 
e rivolgo lo sguardo 
all’infinita maestosità del cielo 
che srotola il suo azzurro, 
come carta colorata. 

Il vibrar dell’aria, 
m’infonde nella mente 
piacevoli pensieri, 
mentre gli occhi si socchiudono 
al soffio placido del vento. 

Massimo Guercini



Vasti spazi erbosi si aprono sulla pianura e sui dolci declivi dei Colli


Bianchi sentieri attraversano bassi rilievi verdeggianti - Sassonegro


Melanargia galathea su Cardo dentellato - M.Calbarina


Pianoro del Mottolone - Vegri


Profumo d'assenzio sul "vegro" del Mottolone

Sui Colli Euganei, il mese di Maggio è un apoteosi di colori, profumi, suoni. Ho voluto così "donargli" questa poesia, nata nel preciso istante in cui corpo e natura, si fondevano insieme in un'unica vera emozione.

BUON ASCOLTO!


giovedì 6 aprile 2017

COLLI EUGANEI: Alla scoperta dell' Orchidea misteriosa



In compagnia del gruppo G.I.R.O.S. sez. Colli Euganei su una distesa di Ophrys sphegodes 


E fu così che in un tiepido pomeriggio di fine marzo, approfittando della piacevole compagnia del gruppo G.I.R.O.S. sezione Colli Euganei, decidemmo di metterci in marcia, alla scoperta di una misteriosa orchidea: la Barlia robertiana (Himantoglossum robertianum). Un’orchidea che in Italia settentrionale, è molto rara a trovare, salvo che in alcune zone della Liguria, mentre è più diffusa al sud e nelle isole maggiori. Le foglie basali si possono notare già a fine dicembre, mentre la fioritura ha inizio verso gennaio-febbraio sino ad aprile. Quindi, un'orchidea molto precoce rispetto ad altre.

Barlia robertiana
L’obiettivo che ci eravamo proposti quel pomeriggio, era costatare se quest’orchidea dal colore porpora-violaceo, dalla conformazione tozza e dall’aspetto appariscente, avesse trovato terreno fertile anche qui sui Colli Euganei, all’interno di un Parco dove la natura, specialmente in questo periodo, si veste di particolare bellezza. Inutile dire che, fra noi, c’era molta curiosità. Iniziammo il percorso che sembravamo dei ragazzini alla ricerca di un fantomatico tesoro la cui presenza stimolava alle più svariate ipotesi, la nostra fantasia. Proseguimmo per un breve tratto di salita asfaltata, costeggiata da una lussureggiante vegetazione, dove si notavano le fioriture dell’Ophrys sphegodes (Fior ragno), della Vinca major (Pervinca maggiore) e della Globularia punctata (Vedovella dei prati).

Ophrys sphegodes 
Un tripudio di colori e profumi ci inondava il respiro rendendo più leggero il nostro cammino. Arrivati a un bivio, ci inoltrammo in uno stretto sentiero che introduceva in una sorta di tunnel ombroso composto da alberi di roverella e carpino nero. Giunti a un certo punto, fummo rapiti dalla costante presenza di orchidee spontanee non ancora in piena fioritura, alcune, con le sole rosette basali. Dovevamo stare attenti a non pestarle, tanto erano ravvicinate. L’Orchis simia (Orchidea omiciattolo) iniziava a dischiudersi, facendo apparire, alla sommità, i primi fiori rosso – violacei. Anche l’Orchis purpurea (Orchidea maggiore) era in fase di crescita. Mi capitò di notarne una ancora avvolta dal verde lembo della foglia che la proteggeva come se fosse nel grembo materno; il futuro gambo, sembrava invece un cordone ombelicale che la univa alla Terra. Uno spettacolo nello spettacolo. La Natura diventava Madre, pronta ad accogliere e allevare, un’altra creatura.

Orchis purpurea
Poco più in la, notai un altro esemplare di Orchis purpurea già ben formata sorretta da un gambo giovane e snello. La sua infiorescenza appariva ancora in forma racchiusa e oblunga. A un certo punto, vidi una parte del gruppo muoversi in maniera concitata verso un lato del sentiero. All’inizio non capii il perché di tanta agitazione, poi, ne realizzai il motivo. Il fantomatico tesoro tanto agognato era diventato realtà. L’orchidea misteriosa, di colpo, si era materializzata davanti ai nostri occhi. Eccola, finalmente, la Barlia robertiana. Bella, elegante, profumata. Se ne stava li, insieme con altre sorelle meno appariscenti. Sembrava aspettasse una nostra visita. Impettita come una primadonna, si mostrava in tutta la sua leggiadria, pronta a essere immortalata dai click delle nostre fotocamere. A turno, allora, ci mettemmo davanti a lei ad osservarne l’aspetto e cercando di catturarne ogni minimo particolare, anche il più nascosto. Quando anch’io ebbi modo di avvicinarla, rimasi estasiato dalle sue forme che, seppur tozze, ingrandite dalla lunghezza focale del teleobiettivo, mi apparivano perfette. Scattai diverse foto, in continuazione, senza distogliere l’occhio dal mirino della fotocamera: non volevo perdermi un solo istante. Visto la sua rarità, era mio desiderio averne un’immagine nitida e reale. Ora che tutti l'avevamo immortalata sui sensori delle nostre fotocamere, un po’per volta, in silenzio, iniziammo ad allontanarci da quella bellezza misteriosa così inattesa e rara. Un silenzio rispettoso, che sapeva quasi di ringraziamento. Consapevoli di aver vissuto un momento di autentica magia, continuammo soddisfatti l’itinerario verso altri sentieri, godendo di nuove meraviglie, che la Natura poneva davanti ai nostri occhi.  











Link di riferimentohttp://www.giros.it/main.htm
                                            http://www.giros.it/sezioni/colli_berici.htm
                                            http://www.actaplantarum.org/acta/galleria.php
                                           

mercoledì 1 marzo 2017

COLLI EUGANEI: Nel Regno degli Euganei



Romantico paesaggio nei pressi di Teolo


La primavera, ormai, sta bussando alle porte.
Erythronium dens-canis - Dente di cane
Ad annunciarlo è il profumo dell’aria che, accarezzata dal sole, ci fa giungere l’inconfondibile percezione che qualcosa, intorno a noi, sta cambiando. Già si notano sui prati i primi fiori di stagione metter fuori la testa, attratti dai tiepidi raggi del sole. Tutta la natura, poco per volta, tornerà a coprirsi di colori, odori, suoni che sembravano ormai dimenticati, assopiti, sotto la pigra sonnolenza di un’uggiosa coperta. In questi ultimi giorni di febbraio, anche l’aria sembra diversa, in particolar modo quando il sole, abbracciandola, le dona un profumo che ha il buon odore della novità, del cambiamento. Tra non molto, ogni cosa si risveglierà, prendendo nuova linfa. Gli alberi rinverdiranno la loro chioma e i ciuffi d’erba riprenderanno a danzare all’effimera brezza del mattino. I fiori adorneranno i sentieri, profumandoli di delicate essenze, il cinguettio degli uccelli accompagnerà il passo spedito del viandante e l’allegro gorgheggiare di un ruscello, allieterà la vita nascosta del sottobosco. Dai lussureggianti pendii dei colli, il rumore sordo di vecchi trattori, si mescolerà al chiassoso vociare dei contadini, indaffarati a lavorar la terra.




Cascata di nebbia presso Teolo




Il presente, però, si chiama Inverno o meglio: Messer Inverno. Egli, infatti, prosegue ancora il suo cammino tra borbottii e alzate di voce, non esitando qualche volta a sbraitare se qualcuno lo contraria. Tuttavia il suo carisma di persona dura e glaciale, si sta affievolendo ogni giorno di più. La tesa briglia alla quale per mesi ci ha tenuto legati, è diventata ormai un lontano ricordo. Questo lo irrita non poco. D’altronde Madre Natura è stata chiara: ancora poche settimane, poi arriverà il momento dei saluti per far posto alla nuova inquilina. Così, anche se malvolentieri, Messer Inverno si reca nell’accogliente “Dimora delle Stagioni”, dove lo attende un duro lavoro di riassetto e pulizia. Tutto deve essere in ordine per l’arrivo di Madama Primavera. Un giorno, mentre era indaffarato nelle sue faccende quotidiane, successe qualcosa. Stava rovistando nervosamente tra i ripiani sgangherati della sua libreria, quando gli capitò sottomano il prezioso Album dei Ricordi che da qualche tempo andava cercando. Era talmente concitato di averlo finalmente trovato, che gli scivolò dalle mani cadendo a terra. Si affrettò a raccoglierlo, dandogli una lieve spolverata e incominciò a sfogliarlo. Subito gli si presentarono davanti le immagini più belle e suggestive del suo lungo operato. Le guardava con emozione, ancora incredulo di essere lui l’indiscusso artefice di quei momenti unici e irripetibili. Momenti di tale bellezza, che nessun altro, secondo lui, avrebbe potuto eguagliarli. Di questo, ne andava fiero.

Mare di nebbia al Salto della Volpe - Monte della Madonna
Un po’ alla volta la sua impavida durezza si sciolse, dinanzi alla vaporosa bellezza delle “
Inversioni Termiche”, protagoniste di emozionanti spettacoli naturali. Pianure e colline, sommerse da un vasto oceano ovattato che dava all’ambiente un senso di paradisiaca visione. Solo le più alte cime dei colli restavano immuni, solitarie testimoni, al tenero sibilo del vento. E andò avanti, ammirando, questa volta, l’immortale signora del gelo: la “Galaverna”. Tutto ciò che toccava, si trasformava in poliedrici aghi di cristallo. Alberi, campi, fiori, case, tutto era inglobato da questo fine strato che brinava il paesaggio, donandogli un etereo alone di magia. E ancora avanti. Ecco il “Vortice di Ghiaccio” che con arcigno respiro, vestiva d’incantesimo cascate secolari, tramutando i salti d’acqua in bianche cattedrali e il fluente scorrere di ruscelli, in lucenti lastre. Nella pagina accanto, i versi di una poesia, scritta da lui stesso, fecero uscire dai suoi occhi, una stilla d’emozione che gli rigò il volto, portandolo quasi al pianto.

Preziosa stilla
 Continuando a sfogliare, scoprì il fascino primordiale di albe e tramonti, quietante contrasto di sentimenti ed evoluzioni, la surreale visione d’incantevoli paesaggi ammantati di neve, l’avvolgente e impenetrabile bellezza di malinconiche nebbie. “ Che soddisfazione!” - disse tra se e se. Poi, da un’immagine raffigurante un paesaggio collinare al chiaror di luna, si sprigionò un profumo particolare che gli ricordò l’odore salubre e pungente delle fredde notti impolverate di stelle. Quante emozioni tutte in una volta! A malincuore, Messer Inverno chiuse l’Album dei Ricordi e lo ripose, insieme agli altri libri, nell’enorme sacco dove aveva sistemato alla rinfusa tutta la sua roba. Si ricordò allora, che tutto aveva una logica e un perché, nei perpetui giorni che determinano le stagioni. Glielo aveva insegnato tanto tanto tempo prima Madre Natura. Come dono d’addio, iniziò a far crescere su prati e boschi piccoli fiori dai colori vivaci, un segno d’augurio a colei che gli sarebbe succeduta. Ricordò anche un’altra frase che Madre Natura, dall’alto del suo Trono, gli disse: ” Le stagioni, come tutte le persone di buon cuore, non guardano a invidie o gelosie, ma si aiutano tra di loro, ognuna preparando il terreno all’altra.” 

Questo è ciò che accade nel vasto Regno degli Euganei. Ed è così che funziona, da sempre. Profumi, sensazioni, suoni, cambiano, si rincorrono l’un l’altro, diventando parte di un ciclo perpetuo che pur ripetendosi da sempre, incredibilmente ci emoziona ogni volta.



Dall'Album dei Ricordi
di MESSER INVERNO



La Galaverna

Galaverna a Teolo


Galaverna sull'ampia sella prativa del M.Cero


Paesaggi innevati

Dalla Priara del Baiamonte, i Colli spolverati di neve


Paesaggio invernale - (M.della Madonna - M.Berici - Prealpi Venete)


Galanthus nivalis - Bucaneve


L'avvolgente brina

Piccoli cristalli di brina ricoprono  foglie di Roverella

Foglia imperlata dalla brina al primo mattino


Tesori nascosti

Sembra impossibile come Madre Natura possa trasformare un elemento naturale come l'acqua, in autentici capolavori di ghiaccio allo stato puro, gemme preziose e lucenti, incastonate nei selvaggi boschi dei Colli Euganei.





Nebbia, nuvole, indimenticabili albe e tramonti...

Atmosfera nebbiosa sui sentieri del M.Cero

L'acqua fumante del Lago della Costa

 Paradiso di nuvole

Il paese si risveglia sotto una leggera coltre di nebbia

Tramonto "lunare" a Passo Roverello


...in attesa di Madama Primavera


Dal M. Cecilia il panorama spazia verso la città di Monselice con la "sua" Rocca